Chiesa di Sant'Andrea Della Valle, Roma

La chiesa di Sant'Andrea della Valle, voluta da Costanza Piccolomini d'Aragona, fu iniziata nel 1591 e terminata da Carlo Maderno nella prima metà del '600.
L'edificio ha una struttura architettonica simile a quella della Chiesa del Gesù, con pianta a croce latina, una navata e otto cappelle (tra cui la Cappella Barberini [3] e la Cappella Rucellai [2]).
La zona absidale è riccamente decorata con opere di scultura e pittura realizzate dai massimi esponenti del tempo. Il ciclo decorativo del presbiterio fu realizzato da Alessandro Algardi, mentre gli affreschi del catino absidale sono del pittore bolognese Domenichino, autore anche degli Evangelisti raffigurati nei pennacchi della cupola. Infine, la curva dell'abside è ornata da opere di Mattia Preti, mentre tra gli autori che lavorarono al compimento della navata ricordiamo Francesco Mochi.
La cupola [85] della chiesa, la più grande di Roma dopo quella della Basilica di San Pietro, ha una struttura a tamburo ottagonale sorretto da colonne binate. Il pittore Giovanni Lanfranco [85], allievo e collaboratore di Agostino Carracci, fu chiamato a decorarla nel 1621. Il pittore realizza un programma decorativo vivace ed articolato, in cui le forme affusolate ed i colori delicati del Correggio si sposano alla plasticità dei corpi di Annibale Carracci, che campeggiano sulla volta della Galleria Farnese. Il ciclo di affreschi occupa il pittore dal 1621 al 1627 e rappresenta il primo esempio di illusionismo barocco, dove non c'è soluzione di continuità tra lo spazio reale e quello dell'artificio. I corpi si offrono ai nostri occhi con grande resa naturalistica e sembrano galleggiare nell'aria colma di nuvole, disposti con grande armonia compositiva. Il perno centrale della costruzione è la figura della Vergine, posta al centro di un trionfo di beati, santi, putti dallo sguardo malizioso e angeli musicanti. Le figure si dispongono nello spazio seguendo uno schema a spirale, secondo un moto vorticoso discendente che, dalla lanterna coronata di ghirlande e putti in girotondo, si propaga sulle pareti ottagonali fino alle finestre che corrono intorno. Un movimento arioso e giocondo che anticipa le vertiginose prodezze del Barocco maturo.







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Chiesa del Gesù
Alessandro Algardi
Domenichino
Mattia Preti
Francesco Mochi
Basilica di San Pietro
Agostino Carracci
Annibale Carracci
Giovanni Lanfranco