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The Narmer palette

Rinvenuta nel tempio di Horo a Ieracompoli (antica Nekhen). Si tratta di un oggetto votivo, che prende la forma delle tavolette solitamente utilizzate per la preparazione di cosmetici. La tavoletta è decorata a bassorilievo su entrambi i lati e commemora l'unificazione dell'Egitto realizzata da Narmer. Su entrambi i lati, il registro più alto presenta ai lati due teste femminili con corna e orecchie bovine, raffigurazioni della antica dea Bat (assimilabile ad Hathor) e, al centro, il serekh che reca i simboli del pesce siluro e dello scalpello, rappresentazioni fonetiche del nome di Narmer. Recto: nel registro superiore Narmer indossa la Corona Rossa del Basso Egitto e il gonnellino con la coda di toro, stringe la mazza da guerra e il flagello ed è accompagnato dal portatore di sandali. Davanti al re vi è un sacerdote e delle figure che reggono stendardi dei territori unificati. A destra vi sono dieci corpi di nemici decapitati, con le braccia legate e le teste poste tra le gambe. Nel registro intermedio, due servi stanno tenendo delle funi legate ai colli intrecciati di due serpopardi speculari (felini mitici con corpi di leopardo e colli simili a serpenti). Il cerchio formato dai colli curvi delle due figure delimita la zona in cui venivano polverizzati i minerali usati come cosmetici. Nel registro inferiore un toro (ipostasi del sovrano) demolisce le mura di una città fortificata e calpesta un nemico caduto. Verso: il registro principale è occupato quasi interamente dalla figura del sovrano vittorioso, che indossa la Corona Bianca dell'Alto Egitto e un gonnellino da cui pende la coda di toro, simbolo di potenza. Narmer impugna una mazza da guerra e sta per colpire un nemico inginocchiato che tiene per i capelli. Accanto alla testa del nemico vi sono geroglifici che ne indicherebbero la provenienza, mentre in alto è raffigurato il falco Horo (sopra delle piante di papiro, simbolo della zona del Delta o di un luogo paludoso) che domina a sua volta un nemico. Accanto al re è raffigurato il suo portatore di sandali. Nel registro inferiore vi sono altri due nemici morti o in fuga e geroglifici che ne indicano, forse, il luogo d'origine.

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